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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Tanaro
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top
Il mwhaTànaro (mwhqTana in mwhgbrigasco, mwhwTòn-no in mwiaormeasco, mwiqTânar, mwigTan o mwiwTani in mwjapiemontese, mwjqTànau, mwjgTànaru, o mwjwTànaɹu in mwkaligure, mwkqTànnôu in genovese) è il secondo mwkgfiume per lunghezza del mwkwPiemonte dopo il mwlaPo, del quale è anche principale mwlqaffluente di destra.cite-ref-3[3]

È uno dei maggiori mwmwfiumi d'Italia: mwnasesto per lunghezza (276mwnq o 290mwng km) dopo mwnwPo, mwoaAdige, mwoqTevere, mwogAdda e mwowOglio, e quarto per ampiezza del mwpabacino idrografico (8.175mwpq km²) dopo Po, Tevere e Adige. Possedendo la più lunga asta fluviale d'Italia, la quale misura oltre 700 km tra la sorgente del mwpgtorrente Negrone (ramo sorgentizio del Tanaro) e la foce del fiume Po nell'mwpwAdriatico,cite-ref-4[4] il Tanaro andrebbe correttamente considerato come il fiume più lungo col corso interamente in territorio italiano.cite-ref-badino-5-0[5]

Contents

Fauna
Note

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Il toponimo

Il nome Tanaro può essere associato al teonimo celtico "mwswTaranus" e al britannico "Taran" (temporale, tuono, dio del temporale) oppure a una radice prelatina idronimica "Tan".cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] mwvaCfr anche il francese mwvqTarn (fiume).

Tanaro e Po

Dal momento che il Tanaro alla confluenza con il mwwaPo misura 276 km (circa 290 km tenendo conto anche delle sorgenti del mwwqtorrente Negronecite-ref-8[8]) contro i 230 km che in quel punto ha percorso il mwxgPadus (il Po, appunto), secondo l'uso dei geografi antichi dovrebbe mantenere il proprio nome fino al mare Adriatico. Il Tanaro sarebbe così da considerarsi, con circa 700mwxw km di lunghezza, il fiume più lungo d'Italia; gli stessi geografi non erano però a conoscenza di questo fattocite-ref-9[9]cite-ref-10[10]. Alcuni studiosi odierni, prendendo atto che l'asta fluviale più lunga d'Italia è quella Negrone-Tanaro-basso Po, hanno ipotizzato la possibilità di ridefinire gli idronimi della mwaaValle Padanacite-ref-badino-5-1[5]. Va però ricordato che almeno altri quattro affluenti del Po nel punto della propria confluenza hanno a monte un'asta fluviale più lunga del Po stesso nel punto di confluenza. Si tratta in particolare di mwbqPellice/mwbgChisone, mwbwVaraita, mwcaMaira/rio del Maurin e mwcqDora Baltea/Dora di mwcgVal Ferretcite-ref-badino-5-2[5].

Corso del fiume

Il Tanaro nasce all'estremità sud-occidentale del mwfgPiemonte al confine con la mwfwLiguria, nelle mwgaAlpi Liguri. Si forma infatti alla confluenza dei torrenti mwgqTanarello e mwggNegrone al confine tra il territorio comunale di mwgwOrmea (mwhaCN) e quello di mwhqCosio d'Arroscia (mwhgIM).

Più precisamente il Tanarello nasce dal mwiamonte Saccarello (2.201mwiq m), la vetta più alta della mwigLiguria, e scorre per una decina di chilometri - di cui i primi 4mwiw km in territorio piemontese e i restanti in territorio ligure (comune di mwjaCosio di Arroscia) - in una valle dai connotati tipicamente alpini, giungendo poi 4mwjq km a monte dell'abitato di mwjgPonte di Nava (frazione di mwjwOrmea), dove riceve da sinistra l'apporto del mwkaNegrone, torrente che nasce invece in territorio piemontese da mwkqCima Missun (2356mwkg m), non lontano da mwkwPunta Marguareis (2.651mwla m). Del Negrone occorre anche ricordare la caratteristica di alcune risorgenze ai piedi del massiccio carsico del Marguareis-Mongioie, dove in dedali di gallerie e cunicoli si raccoglie l'acqua piovana, che poi sgorga con cascate imponenti nella gola delle Fascette e dalle Vene del Tanaro.

Da questa confluenza tra Tanarello e Negrone a monte di mwlgPonte di Nava il fiume raddoppia di dimensioni e cambia nome diventando mwlwTanaro, dirigendosi così verso nord-est come spumeggiante fiume alpino in una valle stretta e boscosa e fungendo per alcuni chilometri da confine tra Piemonte e Liguria. Una volta bagnato l'abitato di Ponte di Nava e ricevuto da destra il mwmaRio dei Boschetti (o mwmqRio Nava), il fiume entra definitivamente in territorio piemontese giungendo presso mwmgOrmea dove riceve vari affluenti come il Rio Chiappino, il torrente mwmwArmella, che nasce dal lago del mwnaPizzo d'Ormea, il Rio Peisino. La mwnqportata d'acqua in questo tratto subisce alcuni cali a causa di prelievi artificiali (la media annua è di circa 6,9mwng m³/s).

Più a valle, dopo aver bagnato il comune di mwoaGaressio ricevendo rispettivamente da sinistra il mwoqRio Inferno e il mwogRio Luvia e da destra il mwowRio Bianco e il mwpaRio Malsangua che vi sfocia fra due ponti, quello di metà Ottocento in mattoni rossi («scorticato» dall'alluvione del novembre 1994, poi demolito nel 2020cite-ref-11[11]) e quello di fine Novecento dell'Amitiè (travolto dalle acque e rifatto con imposta d'arco più alta), il fiume prende poi a scorrere per qualche chilometro in un'ampia conca pianeggiante contornata dalle cime delle mwqqAlpi Liguri raggiungendo in breve il comune di Priola e poi quello di mwqgBagnasco dove un suggestivo ponte medievale di pietra lo scavalca (fu in parte distrutto dalla citata alluvione e poi ricostruito grazie al «mwqwMaurizio Costanzo Show»); la sua portata è ora di 9,1mwra m³/s.

Da qui in poi la valle si restringe nuovamente e il fiume devia bruscamente verso nord-ovest, entrando dapprima nel suggestivo tratto ingolato dellemwsg Gole dei Rocchini per poi bagnare, una volta fuori, la cittadina di mwswCeva, dove riceve da destra il torrente mwtaCevetta. Da questo punto in poi il Tanaro placa la sua corsa perdendo parte dei connotati torrentizi, e l'aspetto alpino della valle muta profondamente essendo lo stesso fiume oramai giunto a lambire il complesso collinare delle mwtqLanghe.

Da qui il fiume prosegue dunque verso nord creandosi a fatica un varco fra aspri rilevi collinari raggiungendo il centro di mwtwCastellino Tanaro con una portata media di 12,40mwua m³/s. In questo tratto il suo letto si incassa profondamente tra i rilievi delle mwuqLanghe e l'mwugAltopiano Monregalese, divagando in modo assai irregolare e creando, ora su una ora sull'altra sponda, suggestivi mwuwcalanchi di mwvaerosione e mutando anche il colore delle sue acque (sino qui trasparenti) che diventano ora limacciose a causa della natura argillosa dei terreni della valle.

Giunto a mwvgLesegno riceve il primo importante affluente di sinistra: il torrente mwvwCorsaglia (media oltre 10mwwa m³/s) dopo di che, sbarrato da una diga, cede tutta la sua portata per scopi idroelettrici, rimanendo completamente asciutto per circa 1mwwq km. Recuperata la portata d'acqua, un'altra diga nei pressi di mwwgNiella Tanaro prosciuga nuovamente il fiume per qualche chilometro. A mwwwBastia Mondovì (portata media annua di 29mwxa m³/s), un'altra diga sottrae nuovamente tutta l'acqua al fiume per alcuni chilometri. Nello stesso tempo giungono al fiume vari affluenti tra i quali l'mwxqEllero (media 5mwxg m³/s), il mwxwPesio (media 10mwya m³/s) e il mwyqMondalavia che vanno a incrementare notevolmente il volume d'acque del Tanaro.

A mwywClavesana il fiume subisce l'ennesima notevole perdita d'acqua per ben due volte nel giro di pochi chilometri: prima viene in parte prosciugato per rifornire un canale che un tempo alimentava il locale cotonificio dell'Olcese, dopo di che, riacquistata l'intera portata d'acqua tramite una grossa bocca di scarico, viene nuovamente sbarrato poche centinaia di metri a valle da una grossa diga a paratie per alimentare un canale irriguo che gli sottrae nuovamente quasi tutta la portata. Per alcuni chilometri il suo letto ritorna pressoché asciutto.

Stesso scenario si ripresenta più a valle svariate volte come nei pressi di mw0qFarigliano, dove il fiume ha ora una portata media annua di 38,70mw0g m³/s, per un breve tratto a mw0wMonchiero, fino alla confluenza del mw1atorrente Rea (media 1,7mw1q m³/s) e, ancora più a valle, a mw1gNarzole dove l'acqua viene trattenuta da una grossa diga. Nonostante il massiccio utilizzo delle sue acque il Tanaro assume sempre più le caratteristiche di fiume vero e proprio, proseguendo verso nord con andamento sinuoso e allargando sempre più il proprio letto.

Giunto a mw2aCherasco con una portata media annua di 41mw2q m³/s, il fiume piega verso est e vi confluisce la mw2gStura di Demonte, un fiume assai ricco d'acque (media 36mw2w m³/s), suo principale tributario di sinistra (115,4mw3a km). Da qui in poi il Tanaro cambia aspetto con la sua valle che diviene molto ampia (anche 3–4mw3q km) e il suo letto che si allarga notevolmente diramandosi talvolta in vari bracci secondari; la portata idrica raddoppia sfiorando gli 80mw3g m³/s; in questo tratto il fiume bagna mw3wPollenzo, anticamente città romana di cui restano alcune vestigia, e, sbarrato dall'ennesima diga, va ad alimentare il mw4aCanale di Verduno.

Giunto ad mw5wAlba riceve sia da destra sia da sinistra l'apporto di modesti torrentelli: il mw6aRio della Gera, il mw6qMellea e il mw6gRiddone provenienti dalle modeste alture del mw6wRoero, il mw7aTalloria (1,8mw7q m³/s), il Cherasca (0,7mw7w m³/s) e il mw8aSeno d'Elvio, provenienti invece dalle mw8qLanghe. Con letto ampio e ciottoloso il fiume giunge a mw8gCastagnole Lanze e mw8wSan Martino Alfieri entrando così in mw9aAstesana (e anche in mw9qprovincia di Asti): qui attraversa la periferia sud del mw9gcapoluogo ricevendo da sinistra il mw9wBorbore (9,5mw-a m³/s), il rio Valmanera e la mw-qVersa (3,5mw-g m³/s), corsi d'acqua drenanti tutta la porzione astigiana del bacino.cite-ref-12[12]

In breve poi bagna i centri di mwaqaCastello di Annone e mwaqeRocchetta Tanaro, dopo di che entra in mwaqiprovincia di Alessandria lambendo i comuni di mwaqmMasio (dove riceve da destra il torrente mwaqqTiglione) e mwaquFelizzano, dove un'ultima grossa diga sfrutta le sue acque, incominciando così il suo corso di pianura chiuso tra due alti argini.

Presso mwaqwVilla del Foro giungono da destra gli apporti prima del mwaq0Belbo (95mwaq4 km e media annua di 8,1mwaq8 m³/s) e del mwaraCanale Carlo Alberto (che drena una piccola parte delle acque della Bormida) dopo di che si appresta ad attraversare pesantemente canalizzato la città di mwareAlessandria, con una portata media annua prossima ai 90mwari m³/s, ricevendo anche l'ultimo seppur esiguo tributario di sinistra: il Rio Nuovo di Loreto.

Giunto a mwaroPavone d'Alessandria, frazione di mwarsPietra Marazzi, qualche chilometro a valle della città di Alessandria, il fiume lambisce alla base le ultimi propaggini del mwarwMonferrato creando uno scenario molto suggestivo fatto di aspri muraglioni di erosione in sponda sinistra, lanche, ampie golene alberate, campi coltivati in sponda destra.

Qui il Tanaro riceve il suo maggior affluente di destra: la mwasiBormida (154mwasm km e oltre 33,2mwasq m³/s di media annua) che, esclusa una piccola porzione a ovest del suo alto bacino in mwasuprovincia di Savona, drena quasi tutta la parte appenninica del suo ampio bacino.

Dopo quest'ultima confluenza il modulo medio annuo del fiume aumenta nuovamente raggiungendo valori tra i più importanti tra gli affluenti del Po (116,2mwasc m³/s), paragonabili quasi a quelli dell'mwasgOglio e inferiori solo a quelli di mwaskTicino e mwasoAdda, tutti fiumi peraltro di provenienza alpina.

Dalla confluenza il fiume prosegue pigramente con ampi meandri, lambendo i piedi della collina di mwaswMontecastello. Siamo oramai in aperta pianura, anche se il fiume sembra quasi non voler «abbandonare» del tutto i rilievi monferrini, continuando ostinatamente a lambirli in sponda sinistra. Qui diventa navigabile sino alla foce da piccole imbarcazioni (tranne che in estate).

Infine, lambito il comune di mwas4Rivarone il Tanaro passa sotto il ponte di mwas8Bassignana e con un ultimo sforzo copre l'ultimo chilometro di corso per poi sfociare nel mwataPo, senza riuscire immediatamente a confondere le sue acque limacciose con quelle grigio-verdognole di quest'ultimo.

Affluenti

L'ampio bacino del Tanaro comprende numerosi affluenti (tra parentesi il luogo di confluenza di ciascuno di essi):

Destra idrografica

• torrente mwatyTanarello - ramo sorgentizio destro
• rio dei Boschetticite-ref-cartalig-13-0[13], che nasce nei pressi del mwatwColle di Nava (comune di mwat0Pornassio) e confluisce nel Tanaro in località mwat4Ponte di Nava.
• rio di Prale (mwauaOrmea)
• rio dei Bossi (mwauiOrmea)
• rio Bossieta (mwauqOrmea)
• rio La Valle (mwauyOrmea)
• rio Barchi (mwaugOrmea)
• rio Bianco (mwauoGaressio)
• rio Malsangua (mwauwGaressio)
• torrente mwau4Cevetta (mwau8Ceva)
• mwavetorrente Rea (mwaviMonchiero)
• torrente mwavqCusina (mwavuRocca Cigliè/mwavyCastellino Tanaro)
• torrente mwavgTalloria (mwavkAlba)
• torrente Cherasca (mwavwAlba)
• torrente Seno D'Elvio (mwav8Alba)
• torrente mwaweTiglione (mwawiMasio)
• torrente mwawqBelbo (mwawuVilla del Foro)

Sinistra idrografica

• mwaw8torrente Negrone - ramo sorgentizio sinistro
• rio Chiappino (mwaxiOrmea)
• torrente mwaxqArmella (mwaxuOrmea)
• rio Peisino (mwaxcOrmea)
• rio Inferno (mwaxoGaressio)
• rio Luvia (mwaxwGaressio)
• torrente mwax4Corsaglia (mwax8Lesegno)
• torrente mwayeEllero (mwayiBastia Mondovì)
• fiume mwayqPesio (mwayuBastia Mondovì)
• torrente mwaycMondalavia (mwaygNarzole)
• fiume mwayoStura di Demonte (mwaysCherasco)
• rio Laggera (mway4Pollenzo)
• rio Mellea (mwazeSanta Vittoria d'Alba)
• torrente Riddone (mwazqAlba)
• torrente mwazyBorbore (mwazcAsti)
• rio Valmanera (mwazkAsti)
• torrente mwazsVersa (mwazwAsti)
• Rio Nuovo di Loreto (mwaz8Alessandria)

Paleogeografia

Circa 100.000 anni fa il paleo-Tanaro nel suo tratto a valle di mwaacCeva si dirigeva verso nord e sfociava nel mwaagPo nella zona dove oggi sorge mwaakCarignano (mwaaoTO). La mwaassubsidenza dell'area astigiano-alessandrina e l’azione mwaawerosiva dei piccoli corsi d'acqua che scorrevano tra mwaa0Asti e mwaa4Bra estesero verso monte il bacino di questi ultimi arrivando a catturare il fiume e spostandone così la confluenza nel mwaa8Po nella posizione attuale, collocata nei pressi di mwabaBassignana (mwabeAL).cite-ref-14[14] Questo fenomeno di cattura diede tra l'altro origine in seguito alla zona delle mwabymwabcRocche del Roero, caratterizzata da guglie e mwabgcalanchi altrove piuttosto rari in Piemonte.cite-ref-15[15]

Regime idrologico

Il Tanaro si differenzia dagli altri affluenti del Po essendo caratterizzato da un regime complesso, praticamente a metà strada tra i connotati dei fiumi alpini e di quelli appenninici, essendo proprio il suo bacino distribuito in parte sulla catena alpina e in parte su quella appenninica.

Il fiume presenta infatti due picchi massimi di piena durante l'anno (tarda primavera e autunno) con quello tardo-primaverile maggiore di quello autunnale (caratteristica comune ai fiumi alpini) e due picchi di magra (estate e inverno) con quello estivo assai più accentuato di quello invernale (come avviene invece per i fiumi appenninici).

In ogni caso il bacino del Tanaro è molto vasto e presenta quindi caratteristiche idrologiche spesso assai differenti a seconda dei vari tratti del suo corso:

• mwacm1º Tratto: sorgente (mwacqAlpi Liguri) - mwacuCeva

In questo tratto, il fiume ha un regime pressoché alpino, con ricche portate nella tarda primavera per lo scioglimento delle nevi sulle Alpi Liguri e magre estive e invernali. Le differenze tra portata di piena e di magra non risultano eclatanti.

• mwaco2º Tratto: mwacsCeva - mwacwCherasco

In questa porzione invece il regime del Tanaro diventa pluvio-nivale con valori massimi di portata in autunno (a causa delle forti precipitazioni che in questo periodo interessano l'altopiano monregalese e in particolare le Langhe) e in primavera (per lo scioglimento delle nevi) con il picco primaverile leggermente maggiore di quello autunnale. Le magre invece seguono l'andamento tipico dei fiumi appenninici, con la magra estiva assai più marcata di quella invernale.

• mwadi3º Tratto: mwadmCherasco - foce nel mwadqPo

In questa ultima porzione il fiume, pur incrementando notevolmente la portata, presenta un regime pluvio-nivale ancor più accentuato con 2 picchi di piena annui: mwadcmwadgmwadkautunnale (ottobre-novembre), dovuto maggiormente agli apporti del tratto medio-alto sopraccitato del fiume e dai tantissimi torrenti e ruscelli provenienti dai rilievi di Langhe, Roero e Monferrato (Rio della Gera, Mellea, Riddone, Talloria, Cherasca, Seno d'Elvio, Borbore, Versa, Tiglione…), interessati in questo periodo da forti precipitazioni. Nel breve tratto finale da Alessandria alla foce nel Po le piene autunnali sono ancora più frequenti e imponenti a causa dell'ulteriore apporto del Belbo e soprattutto della Bormida (entrambi fiumi a carattere pluviale, con bacini disposti quasi totalmente sui terreni altamente impermeabili di Langhe e alto Monferrato). mwadsmwadwtardo primaverile (maggio-giugno), è molto più elevato di quello autunnale (riesce anche a raggiungere valori di 300–400mwad0 m³/s) ed è in gran parte dovuto all'apporto dei fiumi monregalesi e soprattutto a quello assai consistente della mwad4Stura di Demonte in seguito allo scioglimento delle nevi dal mwad8Colle della Maddalena. Accentuatissime magre si hanno invece in inverno (dicembre-febbraio) e soprattutto in agosto dove, specialmente nel tratto a valle della confluenza con la Stura di Demonte, la portata si riduce quasi a un 1/4 della media annua, ancora una volta come nei fiumi appenninici.

Portate medie mensili

Portata media mensile (in m³)

Stazione idrometrica: confluenza

Po

(1951 - 1991)

Fonte: AA.VV.,

Piano di tutela della acque

-

Allegato tecnico II.h/1

(

PDF

).

URL consultato il 9 dicembre 2011

(archiviato dall'

url originale

il 20 maggio 2014)

.

Bilancio delle disponibilità idriche naturali e valutazione dell'incidenza dei prelievi - Bilancio idrologico - Rapporto tecnico; tabella 8, pag. 28; luglio 2004;

Regione Piemonte

(consultato nel dicembre 2011)

Assetto idro-geologico

Il Tanaro si caratterizza per l'imponenza delle sue piene stagionali che possono raggiungere facilmente valori di portata di 2.000mwaeu m³/s.

Lo stesso fiume possiede inoltre una notevole capacità erosiva e di trasporto con mwaectempi di corrivazione relativamente brevi (se rapportati alla notevole lunghezza dell'asta principale) in caso di forti precipitazioni: in caso di formazione di un'onda di piena a monte (zona di mwaegOrmea) sono necessarie 24-28 ore prima che quest'ultima raggiunga la foce nel mwaekPo a mwaeoMontecastello.

Da ciò risulta evidente quanto tutto il bacino del fiume sia retto da un equilibrio assai fragile in quanto distribuito su territori estremamente delicati dal punto di vista idrogeologico, spesso soggetti a notevoli fenomeni di dissesto (smottamenti, frane, erosioni, dilavamento...).

La situazione assume poi connotati ancor meno confortanti includendo anche il processo di urbanizzazione a dir poco selvaggio verificatosi negli anni settanta lungo le sponde del fiume caratterizzato da canalizzazioni artificiali di ampi tratti di fiume e dei suoi affluenti, occupazione di gran parte dei territori di golena e sbancamento incontrollato della ghiaia dal letto del fiume.

Alluvioni

Svariate volte nel corso dei secoli il Tanaro e i suoi affluenti hanno causato più di un problema agli insediamenti umani situati lungo le loro sponde come negli autunni del mwae81948, del 1968, del 1994, del 2016, del 2020.

Piena e alluvione del 5-6 novembre 1994

Il disastro che ha colpito il bacino del fiume avvenne nei giorni 5-6 novembre 1994, dopo tre giorni di piogge continue (oltre 600 mwafmmm): un'onda di piena straordinaria del fiume infatti si formò il giorno 5 novembre a monte di mwafqOrmea e correndo giù a valle devastò con furia inaudita tutto il suo corso e le decine di centri abitati lungo le sue sponde sino a giungere presso la foce nel Po nelle prime ore del giorno 7 novembre.

Durante l'evento alluvionale il Tanaro toccò valori di portata record mai raggiunti nel secolo:

• all'idrometro di mwafgFarigliano il fiume sfiorò l'eccezionale altezza di 9 metri (ben 3 metri oltre il precedente livello storico) con una portata di colmo di 3.400mwafk m³/s;
• ad mwafsAlba, mwafwAsti e mwaf0Alessandria l'ampiezza della piena fu compresa tra i 4.000 e 4.200mwaf4 m³/s;
• all'idrometro di mwagaMontecastello, pochi chilometri prima della confluenza nel mwagePo sfiorò i 5.000mwagi m³/s con 8,50mwagm m.

Particolarmente sconvolto dall'evento alluvionale risultò tutto il tratto compreso tra il comune di mwaguOrmea e la confluenza con la mwagyStura di Demonte presso mwagcCherasco, dove il Tanaro distrusse quasi totalmente la maggior parte dei manufatti civili ivi presenti (abitazioni, ponti, strade…), mutando anche per ampi tratti in modo definitivo la fisionomia del suo letto e del fondovalle cite-ref-16[16].

I comuni coinvolti dall'onda di piena furono:

• mwag8Cosio di Arroscia, in località Case d'Isole, in mwahaProvincia di Imperia
• mwahiOrmea, mwahmGaressio, mwahqPriola, mwahuBagnasco, mwahyNucetto, mwahcCeva, mwahgBastia Mondovì, mwahkClavesana, mwahoFarigliano, mwahsPiozzo, mwahwLequio Tanaro, mwah0Monchiero, mwah4Narzole e mwah8Alba in mwaiaprovincia di Cuneo;

Particolarmente colpite furono le città di mwai4Ormea, mwai8Garessio, mwajaCeva, mwajeAlba e mwajiAsti, inondate per 1/3 della loro superficie e soprattutto mwajmAlessandria, città sommersa quasi per il 50% e che vide morire anche 11 persone. In località Case d'Isole, nel comune di mwajqCosio di Arroscia, si verificò il crollo del ponte medievale di Isole, a un'unica arcata, che metteva in comunicazione le due sponde del Tanarello.

Altre piene e alluvioni significative

Piena del 27-28 aprile 2009

Nei giorni 27-28 aprile 2009 il Tanaro ha registrato un'ondata di piena straordinaria di notevole intensità. Il livello del fiume ha raggiunto i 5,39mwajg m sopra lo zero idrometrico ad mwajkAsti e ha superato la soglia di pericolo alla stazione idrometrica di Montecastello, dove è stato registrato un livello massimo di 7,24mwajo m, con una portata al colmo di circa 3200mwajs m³/s.cite-ref-arpa1-17-0[17] Secondo il rapporto dell'ARPA Piemonte, tenuto conto degli effetti mitiganti delle opere idrauliche costruite nei tempi recenti e degli apporti dei torrenti mwakaBelbo e mwakeBormida, l'evento di piena è stato il più gravoso sull'asta fluviale dopo quello del novembre mwaki1994.cite-ref-arpa2-18-0[18] Il fiume ha mwakcesondato per vasti tratti tra mwakgSolero e mwakkCasalbagliano, coinvolgendo anche insediamenti abitativi e industriali. 6.000 persone sono state evacuate dai quartieri mwakoOrti e mwaksCittadella di mwakwAlessandria. Ulteriori esondazioni si sono verificate in mwak0provincia di Alessandria nei comuni di mwak4Masio, mwak8Felizzano, mwalaSolero, mwalePietra Marazzi, mwaliMontecastello, mwalmRivarone, mwalqPiovera, mwaluBassignana.cite-ref-arpa2-18-1[18] Vi sono state alcune esondazioni anche nel comune di mwaloAsti.cite-ref-arpa3-19-0[19]

Piena e alluvione del novembre 2016

La mattina del 24 novembre 2016, a causa di abbondanti precipitazioni che duravano dal 20 novembre, il livello del fiume è repentinamente aumentato a monte di mwamiOrmea e le conseguenti esondazioni hanno creato seri danni in tutta la valle, al sistema stradale e ferroviario, a edifici civili e industriali. La mwammSS 28 è stata bloccata da mwamqCeva fino al confine piemontese-ligure tra mwamuOrmea e mwamyPornassio a mwamcPonte di Nava. Le strade di collegamento tra mwamgPonte di Nava e mwamkViozene e mwamoBriga Alta, nel cui territorio si trovano le sorgenti di Tanarello e Negrone (i due rami da cui nasce il Tanaro), sono state distrutte in più punti da enormi frane e smottamenti, che mettono in grave pericolo gli abitati di mwamsMonesi e mwamwPiaggia. Nella piazza principale di mwam0Ormea, il torrente mwam4Armella, affluente di sinistra del Tanaro, ha aperto 3 voragini inghiottendo un'automobile; un intero condominio che si affaccia sul torrente è stato evacuato. A mwam8Garessio il ponte centrale Generale Odasso e le vie adiacenti sono state sommerse dal fiume. Buona parte della città di mwanaCeva è stata invasa dalle acque. Numerosi ponti lungo il corso del Tanaro, fino ad mwaneAlessandria, sono stati chiusi a titolo precauzionale. Nella tarda serata del 24 novembre le precipitazioni sono tornate a intensificarsi e il livello del fiume ha raggiunto i massimi livelli e la piena potenza distruttiva. La portata ha raggiunto - alle 23:30 del 25 novembre - un colmo massimo di piena di 6,68 metri sullo zero idrometrico, circa un metro più basso rispetto a quello storico del 1994 (stimato ad una quota approssimativa di 7,60 metri).cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22] Ad mwan4Alessandria il Tanaro ha fatto temere l'esondazione in città nella notte fra il 25 e 26 novembre.

Piena e alluvione dell'ottobre 2020

Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2020, in seguito a precipitazioni che duravano appena dalla mattinata e che insistevano con violenza soprattutto sulle sorgenti di mwaoeTanarello e mwaoiNegrone nel massiccio del mwaomSaccarello - mwaoqMarguareis, l'ondata di piena ha raggiunto mwaouPonte di Nava e i conseguenti straripamenti hanno creato gravissimi danni in tutta l'alta valle. mwaoyOrmea è stata completamente isolata: a monte si è verificato un imponente smottamento tra mwaocPonte di Nava e Cantarana che ha occupato l'intera mwaogstrada statale 28, mentre a valle le acque del rio Peisino hanno invaso la carreggiata con massi e detriti, tagliando la principale e unica via di comunicazione col resto del Piemonte. La strada Provinciale tra mwaokPonte di Nava e mwaooViozene è andata distrutta in più punti. Il centro storico di Ormea è stato invaso dalle acque e dai detriti trasportati a valle dal torrente mwaosArmella, straripato per oltre due metri di altezza dai propri argini a monte dell'abitato. Le strade e la pista ciclabile adiacenti al Tanaro sono state distrutte in più punti, abitazioni private e attività sono state allagate e profondamente danneggiate. I rii affluenti del Tanaro, come il rio Chiappino, hanno rotto gli argini e distrutto le strade comunali che collegano alcune frazioni al capoluogo. Alcuni ponti lungo il corso del fiume sono stati spazzati via o profondamente danneggiati. Buona parte della rete sentieristica del paese è stata duramente compromessa da frane, smottamenti, distruzione di ponti e guadi da parte degli affluenti del Tanaro.

A mwao0Garessio il ponte centrale Generale Odasso e le vie adiacenti sono state nuovamente sommerse dal fiume e dai detriti trasportati, a nemmeno quattro anni di distanza dall'alluvione del 2016, inondando negozi e abitazioni private.

La parte della città di mwao8Ceva adiacente al fiume è stata invasa dalle acque e gravemente danneggiata. La portata ha raggiunto - alle 22:00 del 2 ottobre - un colmo massimo di piena di 5,32 metri sullo zero idrometrico a mwapaPonte di Nava e 5,93 metri a Garessio.

Le stazioni idrometriche hanno rilevato le pienemwapi :

• A mwapuPonte di Nava, frazione a monte di mwapyOrmea, l'ondata di piena è stata di 5,32 metri.
• A mwapgGaressio l'ondata massima di piena è stata 5,93 metri.
• A mwapoFarigliano l'ondata di piena è stata di 6,22 metri.
• Ad mwapwAlba la piena è stata di 4,97 metri.
• Ad mwap4Asti la piena ha raggiunto i 5,54 metri.

Fauna

Tra le specie che risalgono questo fiume per riprodursi vi è la cheppia (mwaqemwaqiAlosa fallax).

Note

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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itTanaro, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaMarina Emiliani, TANARO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
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